I MARTIRI DI VIZZOLA

Venerdì 16 ottobre 2026, alle ore 21.00 Teatro Lux di Fornovo

ospiterà lo spettacolo "I Martiri di Vizzola", portato in scena dalla Compagnia Soggetti Resistenti con testi e musiche dei Fratelli Campanini.

Lo spettacolo ripercorre la toccante storia di "Milan", "Andrei" e "Ras", tre giovani partigiani catturati nel marzo del 1945 a Castrignano di Langhirano durante un rastrellamento dei bersaglieri della Divisione Mameli, e successivamente assassinati sulla collina di Vizzola. Attraverso l'intensità del linguaggio teatrale, l'iniziativa si propone di custodire e trasmettere la memoria storica e i valori fondanti della nostra Costituzione, in primis il ripudio della guerra e l'uguaglianza dei diritti.


L'evento rientra nel più ampio progetto “Sulle ali della libertà”, promosso dal Comitato Provinciale ANPI di Parma e finanziato dalla Fondazione Cariparma. L'appuntamento è organizzato dalla Sezione ANPI di Fornovo e al Circolo ARCI "Antonio Guatelli", in preziosa collaborazione con il Cinema Lux e la Parrocchia di Fornovo, e vanta il patrocinio dei Comuni di Fornovo di Taro, Lesignano de' Bagni e Altopascio


L'ingresso è a offerta libera.

Sarà una bella serata, vi aspettiamo 

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PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA

siamo felici di invitarvi alla prossima 

Pastasciutta Antifascista 

che si terrà 

sabato 25 luglio 

a partire dalle ore 19:00 a Riccò

Anche quest'anno l'iniziativa, realizzata con il sostegno di Coop Alleanza 3.0, sarà ospitata nel piazzale antistante il Circolo ARCI "Antonio Guatelli" di Riccò; circolo che contribuirà all'organizzazione della serata e che rappresenta un vero e proprio presidio di democrazia, cultura e solidarietà del territorio, con cui collaboriamo strettamente per mantenere vivi i valori dell'Antifascismo.


Ci teniamo a sottolineare che l’evento si svolge nell’ambito della rete nazionale delle Pastasciutte Antifasciste curata dall’Istituto Cervi, un legame che per noi ha un significato profondo.


Come quel 25 luglio del 1943 a Campegine, quando la famiglia Cervi offrì la pasta a tutto il paese per festeggiare la caduta del fascismo, la serata sarà prima di tutto un momento dedicato allo stare insieme, alla condivisione e alla comunità, senza dimenticare la Memoria


Quello dei Cervi fu un atto di gioia spontanea, ma profondamente politico: un primo passo di quella Resistenza che, attraverso il sacrificio e l'impegno di tanti, ha conquistato la Pace aprendo la strada alla nascita della nostra Repubblica quindi alla scrittura della Costituzione. 


Ritrovarsi attorno a un piatto di pasta, il 25 Luglio, significa oggi rinnovare il legame tra Memoria e impegno civile, guidato da principi democratici e Antifascismo, valori che fondano la nostra convivenza.


In allegato la locandina dell'iniziativa, che vi invitiamo a diffondere e a distribuire tra i tuoi contatti.

Sarà una bella serata, vi aspettiamo 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

335 352 439  Davide   -  328 6586 045 Giulio

PASTASCIUTTA FORNOVO 2026

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Il progetto di riforma di legge elettorale depositato in Parlamento dalla maggioranza di centrodestra fa parte del tentativo di ridefinizione degli equilibri istituzionali italiani

Il progetto di riforma di legge elettorale depositato in Parlamento dalla maggioranza di centrodestra, che appare strumentale anche perché presentato a breve distanza dalle prossime elezioni politiche, fa parte del tentativo di ridefinizione degli equilibri istituzionali italiani che il Governo Meloni persegue, fin dal suo insediamento, attraverso la legge 86/24 sull’autonomia differenziata, la proposta di legge sul premierato, la riforma sulla giustizia.

Presentato con l’obiettivo dichiarato di garantire “stabilità” e “governabilità”, il nuovo sistema introduce elementi, quali il premio di maggioranza, l’indicazione preventiva del candidato premier e il mantenimento delle liste bloccate, che, pur con le correzioni apportate dopo le prime audizioni di autorevoli costituzionalisti, mantengono rilevanti criticità sul piano della compatibilità costituzionale e della qualità democratica della rappresentanza parlamentare. [...]


[...] 

Premio di maggioranza: la proposta prevede l’assegnazione automatica di un consistente numero di seggi aggiuntivi alla coalizione vincente qualora superi una determinata soglia di voti. In tal modo, una forza politica che raccolga una percentuale relativamente limitata del consenso popolare potrebbe ottenere una maggioranza parlamentare molto ampia, alterando il principio di proporzionalità e di uguaglianza del voto. Molti costituzionalisti hanno evidenziato come il progetto possa produrre un Parlamento non realmente corrispondente agli orientamenti dell’elettorato. In particolare, è stato osservato che un premio fisso potrebbe consentire alla coalizione vincente di raggiungere circa il 57% dei seggi anche con percentuali di consenso ben inferiori alla maggioranza assoluta dei votanti. Questo meccanismo rischia di compromettere il pluralismo politico, che costituisce uno dei cardini della democrazia parlamentare italiana.

Liste bloccate: il cittadino continuerebbe infatti a non poter scegliere direttamente i parlamentari da eleggere. I candidati sarebbero di fatto nominati dalle segreterie politiche, rafforzando ulteriormente la verticalizzazione del potere nei partiti e indebolendo il rapporto diretto tra eletti ed elettori. In questo modo aumenterebbe la disaffezione dei cittadini verso la politica e aumenterebbe l’allarmante fenomeno dell’astensionismo che sta depotenziando la democrazia rappresentativa.

Obbligo di indicare il nome del candidato premier al deposito delle liste e dei programmi elettorali: è un tentativo di introdurre il “premierato” attraverso una legge ordinaria. Infatti produce un effetto politico plebiscitario, trasformando il voto da scelta parlamentare a investitura personale del capo del governo. Ciò altera la natura della Repubblica parlamentare delineata dalla Costituzione del 1948, nella quale il governo trae legittimazione dalla fiducia delle Camere e non da un rapporto diretto leader-popolo. È gravissimo che un tale sovvertimento delle regole Costituzionali venga proposto su iniziativa del Governo senza coinvolgimento delle opposizioni.

In questo contesto, l’ANPI interpreta la riforma come parte di una più ampia tendenza alla concentrazione del potere esecutivo e alla marginalizzazione degli organi rappresentativi. 

La rappresentanza è un principio costituzionale tramite cui i cittadini esercitano la loro sovranità; la governabilità è sempre subordinata a tale principio, come sottolineato dalla Corte Costituzionale, che ha più volte ribadito che un premio di governabilità non può alterare la natura democratica e rappresentativa della forma di governo parlamentare. Col premio di maggioranza viene meno l’eguaglianza del voto, perché i voti della coalizione vincente avrebbero un peso superiore rispetto agli altri. Tale premio, che contraddice il meccanismo proporzionale, forza di fatto le regole per l’approvazione delle leggi di riforma costituzionale, per l’elezione del Presidente della Repubblica, dei membri laici del CSM, della stessa Corte Costituzionale.

La riduzione del ruolo del Parlamento e la trasformazione del voto in una sorta di investitura personale del leader compromettono lo spirito costituzionale nato dalla Resistenza.

In conclusione, se da un lato è legittimo discutere strumenti che favoriscano governi più stabili, dall’altro l’ANPI ritiene che la legge elettorale debba salvaguardare l’uguaglianza del voto e garantire che il pluralismo e la rappresentanza delle minoranze sociali e politiche non siano alterate da premi di maggioranza. Le critiche mosse dall’ANPI si collocano in questo orizzonte: difendere l’impianto antifascista e parlamentare della Costituzione, preservando i diritti politici dei cittadini e le libertà democratiche, e in questo modo garantire l’esercizio della sovranità popolare sancita dall’art.1.

Per contrastare la proposta di legge elettorale del Governo è necessaria una vasta campagna informativa che permetta l’apertura di un dibattito serio nel Paese; per questo motivo la Segreteria dell’ANPI invita i comitati provinciali a riprendere contatti con le associazioni e le forze politiche che hanno dato vita ai Comitati territoriali per il “NO al referendum sulla magistratura”, in modo da costruire una nuova mobilitazione a difesa dei princìpi costituzionali. 

In tema di diritti costituzionali, la Segreteria richiama inoltre l’attenzione sulle preintese Stato - Regione di Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria che sono al vaglio del Parlamento, la cui approvazione definitiva costituirebbe il primo passo per una diversa redistribuzione delle risorse tra le regioni e un ulteriore passo verso la privatizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.


SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

Roma, 3 giugno 2026

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